Negli ultimi anni, abbiamo assistito a numerosi attacchi da parte di politici e media italiani, nei confronti di Angela Merkel. La cancelliera tedesca, sarebbe rea di aver spinto l'Italia sull'orlo della bancarotta ed avrebbe "monopolizzato le decisioni europee", inducendo i "paesi deboli" dell'Unione (Grecia ed Italia in primis) a svendere pezzi di sovranità. L'adozione dell'euro, sarebbe all'origine di tutti i mali. In breve, come sempre accade, il tam-tam mediatico nel "Bel Paese", ha fatto si che questa, "avversione verso la Germania e la Merkel", divenisse una idea diffusa.
Eppure
sull'opinione comune che si ha della Germania, non sono affatto
d'accordo e l'ho ribadito più volte, anche in altre sedi. Molti ricorderanno, nei primissimi anni duemila, quando si
sposò l'adozione della valuta comune ufficiale della Unione Europea, che proprio Italia e Grecia, fecero
letteralmente "carte false" per entrarvi. Ricordo ancora i sorrisetti
di compiacimento sotto i baffi di Prodi, allora a capo dell'Ulivo, per
aver centrato i parametri di Mastricht. Ricordo ancora,
quell'altro "patriota" di Dalema che dopo aver eliminato la separazione
fra Banche d'investimento da quelle di mero Deposito, firma proprio con
Prodi nel 2007, il Trattato di Lisbona (by.passando il volere del popolo
italiano).
Fino ad arrivare al 1° gennaio 2002, con l'abbandono della
lira e l'adozione dell'euro. A quel punto, le stesse regole che noi
stessi, sia Italia che Grecia, avevamo contribuito a scrivere, diventano
lo stesso giogo sotto il quale periremo (o quasi) negli anni
successivi. In quegli stessi anni l'Inghilterra rimane fuori dall'euro.
Così la Danimarca, la Svezia, la Rep. Ceca etc etc. Potevamo farlo anche
noi. Poteva farlo la Grecia.
Nessuno in Europa, tanto meno Frau Merkel, ha mai puntato la pistola alla testa dell'Italia! Noi abbiamo
adottato liberamente la divisa monetaria comune, anzi, "abbiamo fatto
carte false" ( a detta di molti osservatori di rilievo) per adottarla .
Possibile che, ancora una volta, i Politici italiani abbiano segato il ramo su cui eravamo seduti ? Possibile che nessuno di coloro
(o dei consulenti), che erano al Governo di allora ed avevano
potere decisionale, intuì la strategia tedesca, semmai ce ne fosse stata una ? Eravamo guidati da ritardati mentali o da corrotti ? Questa è la
domanda..
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